[1] durante l’ultimo laboratorio di creazione ebook sono stato ripreso perché parlo troppo di EPUB3. È vero, dopo aver stigmatizzato in lungo e in largo l’EPUB3, ho iniziato a parlarne e fare vedere le cose che si possono fare. Non che sia cambiato il mio giudizio sul formato o sul supporto in sé, che rimane sostanzialmente negativo, ma ePub2 è un formato riguardo al quale si è già detto tutto quello che si poteva dire e – lato amazon – kf8 ha più buchi che pregi. EPUB3 è comunque l’unica direzione di sviluppo di editoria digitale nella quale non ci sia il rischio di trovarsi in un vicolo cieco o – più facilmente – accecato.
[2] quando scrivo che di ePub2 si è detto tutto quello che si poteva dire, mento. Di ePub2 si è detto poco, pochissimo. Alcune sue caratteristiche non sono mai state utilizzate decentemente da nessun ebook reader e quindi sono rimaste lettera morta. Mi sono già dilungato in passato per il supporto indegno del linear="no", ma molto altro potrebbe essere scritto. Sapevate – ad esempio – che è possibile embeddare in un ePub2 un intero PDF? O che, per citare un altro illustre sconosciuto, è possibile creare un’isoletta xml nel mezzo dell’ePub2? Negli scuri meandri dei laboratori di Quintadicopertina abbiamo anche fatto un ePub2 interamente in TEI, e su alcune device (inaspettatamente: Ibooks) si leggeva anche.
[3] per unica direzione di sviluppo, intendo dire che se EPUB3 affondasse, magari sotto i tiri correttivi del W3C, il codice è una zattera universale che si può portare in qualunque ambiente di sviluppo si andrà delineando in futuro. Una delle maggiori competenze in ambito di editoria digitale – IMHO – non è solo conoscere le specifiche, ma sognarsi di notte i fallback per ogni singola azione che si va a fare.
[4] EPUB3 non significa necessariamente tablet. Principalmente tablet, certo, ma non necessariamente. Abbiamo installato un EPUB3 reader su un Onyx T68 e ci siamo divertiti a vedere cosa succede ad un libro testuale animato da javascript. Si possono fare tante cose interessanti, anche senza scomodare multimedialità e compagnia cantante. Senza parlare di media overlay, che già ora funziona molto bene in e-ink.
[5] è facile smettere di aver paura del multimediale, se sai come farlo. Il multimediale non è un video infilato in mezzo al testo, ma fa parte di un amalgama omogeneo tra contenuti coerenti fra di loro. È video, canvas, svg e tanto javascript. È una risorsa che va ripensata e utilizzata in un contesto nuovo, diverso sia dal libro che dal web.
[6] al corso abbiamo anche parlato del fixed layout. Il fixed layout non è il male, però ci somiglia. È una impostazione che tende a riprodurre il vecchio concetto del libro di carta, aggiungendo multimedialità e interazione, ma andando a corrompere qualunque discorso di sviluppo interamente digitale. Il solo concetto di un ebook in cui ogni pagina è un file separato dagli altri, dovrebbe far riflettere su quello che si sta andando a creare, alla sua futura manipolazione e alla sua longevità.

[7] non ho davvero un settimo punto, solo una notizia di ordine logistico. Un po’ come alla fine della messa il prete inizia a dire gli appuntamenti del mese, ecco. Questo blog è a fine corsa. Tra poco si sposterà altrove, assieme ad altri blog, quindi tenete caldi i vostri preferiti. Buon coding.

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