So che molti stanno trattenendo il fiato: dopo che il 2010 non lo è stato, nemmeno il 2011, manco a parlare del 2012 e niente sappiamo del 2013, possiamo senz’altro dire che il 2014 sarà l’anno dell’ebook. Lo dicono i dati di paesi molto simili al nostro, come legislazione e come bacino di lettori: ad esempio gli Stati Uniti.
“Se è successo negli stati uniti, dopo qualche anno succederà anche in europa” recita un vecchio adagio di molti blogger italiani. Pensate all’11 settembre.
Secondo una recente ricerca dell’università della Kamchatka, i lettori di ebook reader nel 2014 sono destinati a diventare una nicchia, perché saranno sostituiti dai lettori di tablet. Questi prodigiosi apparecchi possono infatti fare molte più cose, specie cose che interessano i giovani. In genere, cose molto diverse dal leggere romanzi. Questo dato apparentemente è in contrasto con uno studio parallelo emerso nell’università della costa californiana, dove viene annunciato che nel 2014 i testi prodotti in formato digitale supereranno quelli cartacei.
Perché questi dati così contrastanti?
Il caso della divergenza di dati citati a buzzo sull’editoria digitale è in studio presso l’università di Philadelphia. Il professor Incandenza enuncia una vera e propria regola detta dell’induttanza spaziale: “il dato sull’editoria, nell’epoca del digitale, dismette la sua veste informativa per indossare quella attrattiva: il fatto diventa una stringa necessaria ma non esclusiva per legare assieme periodi sintattici che – altrimenti – si scollerebbero via in frammenti atomici di circa 140 caratteri”.
Dobbiamo dire che l’intera teoria dell’dell’induttanza spaziale è a sua volta in fase di analisi e studio presso l’università di Boston.
Tutti sono concordi, comunque, nel ritenere l’Italia un paese in perenne ritardo tecnologico e stretto in una confusa e ridicola morsa legislativa.
Ma non disperiamo: la parola “ritardo” in giapponese significa anche “prospettiva” e “risotto alla pescatora”. Chissà che questo ritardo alla fine non si riveli un’arma a doppio taglio durante i lunghi banchetti natalizi.

Buone feste.

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