• Arrivo a Milano da Genova, passo rapidamente da Feltrinelli e Saturn alla stazione centrale. Fino a qualche mese fa si trovavano eReader di sei o sette produttori diversi. Oggi praticamente solo Kobo.
  • A librinnovando dopo un po’ che ascolto ho come un deja-vu, poi scopro che sto vivendo lo streaming di qualche mese fa.
  • Ascoltando le startup/progetti del mattino è evidente lo spostamento dell’interesse dalla produzione del contenuto alla sua distribuzione e/o impacchettamento. Piattaforme di vendita e tool di authoring dominano.
  • Il cortocircuito viene enunciato quasi subito: non conviene produrre beni culturali perché costa.
  • Le cose che sembrano fare maggiore impressione in sala, cito, non sono gli ebook, ma le piattaforme web e le app.
  • Non so perché ma verso fine mattinata mi aspetto sempre che si apra la porta e entri un uomo con il vestito da Nescape Navigator.
  • Alla fine dei giochi mi allontano per tornare alla stazione e sono soddisfatto di aver presentato un progetto con uno degli attori di cui si è parlato meno in sala: uno scrittore.
  • In treno mi addormento, e quando mi sveglio davanti a me c’è una ragazza con i capelli neri che legge. Un sony. Penso a uno scherzo e mi guardo intorno. Invece è vero. Un tempo si avevano affinità elettive con ragazze che leggevano il tuo stesso libro, adesso con quelle che leggono con il tuo stesso lettore ereader.
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