Spendo tre parole per tre ebook usciti recentemente dalle officine di quintadicopertina. Si tratta del trentesimo numero di alfabeta2, di Simon Mist (terzo ebook dell’abbonamento a Gianluca Morozzi) e de Il ciclo della performance nei comuni.
Quello che unisce queste tre pubblicazioni, assolutamente diverse le une dalle altre per tipologia e progettazione, è che si tratta di tre ebook complicati, ovvero tre ebook normali.

La costruzione del Il ciclo della performance nei comuni è stato un lavoro tra i più affascinanti affrontati in Quintadicopertina. Il testo è un iper-ebook che contiene numerosi documenti correlati fra di loro, le cui informazioni devono essere rese accessibili da un punto di vista funzionale e logico, evitando l’innalzamento del famigerato muro di testo che affligge molte comunicazioni di questo genere. Partire da documentazioni scritte in wordprocessing, magari pensate per essere stampate su A4, e arrivare a un documento del tutto liquido, marcato in tutte le sue parti è una vera e propria rigenerazione del testo. Evidenziare le parti logiche per inserire briciole di pane di navigazione interattiva, costruire sommari ipertestuali differenziati per ogni sezione, costruire e personalizzare indici logici geografici e tematici, significa far emergere la complessità che può essere, già oggi, affrontata attraverso una pubblicazione digitale. Se sei interessato alla progettazione ebook, scarica questo testo (è gratuito), scarica anche la versione ePub, aprila e guarda come è fatto dentro il codice. Miglioramenti saranno sempre possibili, ma credo che questo ebook sia un buon esempio di come possano essere costruiti iper-documenti nati per essere letti e consultati. Per dare qualche numero: a fronte di un documento di 1.222.733 caratteri e 201.658 parole, sono presenti oltre 7.200 ipertesti di navigazione interna, 150 link a fonti esterne, 80 tabelle “parlanti”, grafici e immagini. Buon divertimento.

Cambio completamente registro e parlo di Simon Mist. Il terzo ebook dell’abbonamento a Gianluca Morozzi 2012/2013 (e il settimo ebook contando anche i primi quattro volumi del 2011/2012), un testo che si legge una pagina dopo l’altra, come un libro normale, solo che non è un libro normale. Direi che con questo Simon Mist si conferma il disegno di Morozzi che dal primo numero del suo abbonamento del 2011 ha praticato e concesso una forma di voyeurismo letterario del tutto inedita nel normale panorama letterario. Gli abbonati hanno infatti letto in questi ventiquattro mesi un flusso continuo di scrittura di Gianluca: non un romanzo, non una serie di racconti, ma un vero e proprio laboratorio aperto in cui si vedono realizzati man mano i testi che usciranno poi, finiti, per altri editori. O che non usciranno mai. Da lettore (e anche da scrittore) è una goduria. E Morozzi utilizza il mezzo senza false modestie e senza inibizioni: in questo Simon Mist troviamo ancora capitoli da un romanzo che gli abbonati stanno seguendo da diversi numeri, ma anche nuovi incipit, outtake e alternate version dal romanzo recentemente uscito per Guanda e dalla raccolta di Fernandel. Non è forse un ebook complicato anche questo? Se non sei ancora abbonato, un pensierino ce lo farei fossi in te.

alfabeta2, infine, arriva al suo trentesimo numero. Già questa è una notizia: l’unica rivista periodica che dal primo numero esce in ePub, pdf e mobi per Kindle, continua a farlo. Il che significa, fuori dai denti, che gli investimenti fatti per la sua progettazione digitale danno dei risultati costanti nel tempo (in realtà in aumento…). Ma le riviste non dovevano per forza essere delle App? Evidentemente no: esiste un pubblico (che spesso decide di abbonarsi) che è interessato ad avere i contenuti in formati diversi, aperti, liberi. O strani. È il caso del formato PDF in A4, recente offerta per gli abbonati, dove i link sono convertiti in rimandi testuali (vedi alla pagina…), per chi la rivista la vuole stampare in A4 per leggerla su carta, inviarla via fax o farci cose che a cui noi editori non avevamo pensato. Il digitale è anche questo: possedere i formati ed adattarli alle richieste dei lettori. E non viceversa.

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