A proposito di fumetto nativo digitale, ecco un altro esempio di quello che penso possa essere. Tre caratteristiche base:

  1. non deve essere un parente povero della carta ma anzi, deve godere del fatto di essere letto in digitale;
  2. deve esserci del genio mescolato alla poesia;
  3. deve esserci della programmazione mescolata al genio e alla poesia.

L’esempio è quello di xkcd che è riuscito in pochi mesi a fare due vignette che mi hanno lasciato con la bocca aperta per la meraviglia. Una lavora sullo spazio, una lavora sul tempo.

Nella prima, quella che lavora sullo spazio, abbiamo una vignetta che mostra un mondo talmente grande che non ci sta in una sola vignetta, o meglio: ci sta, ma solo perché la vignetta diventa una finestra di navigazione per esplorarlo tutto. E – assicuro – è davvero grande e molto bello.
La seconda, apparsa due giorni fa, lavora sul tempo: apparentemente è una semplice vignetta statica. In realtà ogni mezz’ora cambia. Si evolve nel tempo. È come se ci fosse una specie di webcam fissata in questa spiaggia digitale che ogni mezz’ora scatta una fotografia. Quello che non si vede è perso. Non so per quanto andrà avanti, ma la coppia in riva alla spiaggia che passa il tempo ha già sfondato lo schermo del mio computer. Mi sta dicendo qualcosa.
Nel momento in cui vi scrivo, ad esempio, hanno costuito due splendidi castelli di sabbia e stanno per andare a farsi un bagno, ma non so cosa vedrete voi nel momento in cui leggerete queste righe. Sappiate comunque che la vignetta due giorni fa era così:

Il tempo e la spiaggia

Un appunto invece sulla letteratura elettronica: segnalo alcuni interessanti esperimenti di Leonardo Boselli in inform7. Il primo mostra l’utilizzo di inform7 per costruire interactive fiction basate su html e javascript, e non pago di questo gioca con gravità e pesi. Nel secondo alcune estensioni che aggiungono realismo alla descrizione e manipolazioni di mondi virtuali attraverso il testo: nascondere oggetti dietro o sotto altri oggetti, ricordare la posizione di oggetti che si è visto in precedenza, avere contenitori che si riempiono e che sanno di essere pieni. Non è affascinante?

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