Ogni scrittore che ha lavorato ad un ebook della collana delle polistorie ha interpretato a suo modo le possibilità offerte dalla narrazione non lineare e dall’utilizzo dell’ipertesto, sia a livello progettuale, sia dal punto di vista narrativo. Enrico Colombini ha programmato un ebook ‘atomico’ in cui non si gira mai pagina, Antonio Koch un romanzo che cambia la storia ad ogni scelta fatta, Mauro Mazzetti ha creato una biblioteca in cui ogni personaggio possiede un proprio romanzo, il sottoscritto ha fatto una narrazione tradizionale, ma in forma librogame.

La scelta di Stefania Fabri è stata ancora diversa. Proprio questa naturalezza degli scrittori nel reinterpretare in forme compiute uno strumento semplice ma duttile come l’ipertesto, mi pare mostri tutta la potenza della hypertext fiction che forse solo oggi, dopo le tante sperimentazioni anni novanta, trova un ambiente di scrittura e lettura maturo e compiuto. Certo, ci vogliono scrittori che sappiano utilizzarlo.

La prima cosa che mi ha meravigliato nel racconto a bivi di Stefania è stata che, già dalle prime pagine, la storia prendeva una strada diversa rispetto agli altri testi della collana. Nel Il segreto del’ultimo infatti, al primo bivio che si incontra, il lettore non deve scegliere cosa far fare al protagonista, ma deve scegliere chi sia questo protagonista.
Tre sono i personaggi possibili, tre elementi chimici, e a seconda del personaggio che il lettore decide di essere la storia cambia radicalmente. Le scelte e le strade che faranno i tre protagonisti saranno diverse come le avventure che affronteranno anche se, ed è questa una cosa affascinante del testo, spesso i tre personaggi andranno negli stessi posti e incontreranno le stesse persone. Tantalia ad esempio sarà tallonata da Titanio, descritto come un pedante ed innamoratissimo fidanzato, mentre Niton sarà snobbato dallo stesso Titanio, descritto questa volta come un algido e fiero elemento chimico.
Gli stessi ambienti e gli stessi personaggi si comportano diversamente a seconda del protagonista scelto dal lettore.

Un altro elemento che mi ha intrigato mentre leggevo il racconto, benché lasciato acutamente sottotraccia dalla Fabri, è che la storia prosegue anche per i protagonisti che non sono stati scelti dal lettore. Al bivio iniziale, come ho raccontato, il lettore sceglie quale dei tre protagonisti aiutare nella propria missione: ma nello stesso tempo inizia la missione anche degli altri due, che saranno dei protagonisti non giocanti negli stessi luoghi, arrivando sempre un po’ prima o un po’ dopo il personaggio del lettore che quindi ne avvertirà la presenza e intuirà la diversa missione.
Alla fine del racconto del proprio personaggio, infatti, il lettore potrebbe decidere di ricominciare a leggere l’ebook, ma di cambiare personaggio e quindi poter vivere le avventure solo sfiorate in precedenza.

(continua)

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