Sto leggendo un ebook, Piccola storia della letteratura italiana di Carlo Vecce. Ad un certo punto si parla della trasformazione editoriale avvenuta con l’arrivo della stampa a caratteri mobili. Cito:

Dal punto di vista culturale, la seconda metà del Quattrocento vede un evento rivoluzionario, che cambia tutte le dinamiche di comunicazione del sapere: l’invenzione della stampa a caratteri mobili (…). Mentre prima un libro doveva essere scritto a mano, ed era quindi un prodotto unico, ora il libro poteva essere stampato in cento, duecento, mille copie tutte uguali. I costi di produzione e vendita scendevano, e i libri sarebbero stati presto alla portata di un pubblico più ampio.(…).
Un altro evento significativo è la netta ripresa della letteratura in volgare, dopo la stagione del dominio quasi assoluto dell’umanesimo latino. L’allargamento del pubblico di lettori al di fuori degli ambiti specifici del mondo dell’insegnamento(…), spinsero molti intellettuali, anche di formazione umanistica, alla sperimentazione di nuovi generi letterari in volgare, e al rinnovamento di quelli già esistenti. Non era una semplice ‘rivincita’ del volgare contro il latino. (…) Le corti assicurarono dunque anche una importante possibilità di circolazione di esperienze letterarie, resa ancora più intensa dall’invenzione della stampa.

Perché cito questo passaggio? Perché viene spesso utilizzato dagli amanti degli ebook come un esempio di trasformazione radicale dell’editoria, pari a quella che sta avvenendo oggi con il digitale. Ma il passo che ritengo importante, e che di solito viene messo in secondo piano, è l’altro evento significativo. La possibilità di stampare un libro in cento, mille copie, non solo aumenta la diffusione dei testi già scritti, ma cambia la tipologia di prodotto che viene immesso sul mercato. Ovvero, si scrive in volgare, perché le persone che possono leggere in volgare sono di più di quelle che leggono solo latino. E si scrive in volgare con sperimentazione di nuovi generi e rinnovamento di quelli esistenti.
Lo strumento impatta il significato.
Lo stesso sta avvenendo con il digitale. L’ebook sostituirà il libro? No, come il volgare non ha sostituito il latino nel quattrocento. Il latino è rimasta la lingua internazionale per la cultura e la scienza fino al settecento, per essere sostituita poi dal francese. Ma gli ebook spingeranno autori ed editori a cercare nuovi generi e nuove modalità per essere letti. Perché? Perché dovrei smettere di fare libri per mettermi a fare cose diverse dai libri, in digitale?
Le ragioni possono essere molte, sia di carattere culturale che didattico, ma ne cito una più terra-terra: potrei pensare di non fare libri in digitale, perché il 50% della popolazione non legge libri[1].
Legge. Solo, non legge libri.
Eresia? Forse, o forse davvero stiamo vivendo un evento rivoluzionario pari a quello del Quattrocento, capace di rinnovare le forme di letteratura, videogioco, cybertext, socializzazione.

1. Spannometricamente

Advertisements