§1 Ero in Francia qualche tempo fa, con Maria Cecilia e i figli e arriviamo in questo paesino francese di cui ora non ricordo il nome. Piccole casette, molto carine e nel mezzo del paesino c’è un anfiteatro romano, un colosseo in tono minore con tutte le architetture del caso. Guardandolo non penso però a Roma, penso alla Croazia.

§2 In Croazia ero stato qualche mese prima, in una città a nord del paese, e nel mezzo della città c’era questo anfiteatro romano, più o meno simile a quello visto in Francia. Anche in quel caso ero entrato a visitarlo con i figli, a camminare stranito in quel pezzo di Roma costruito sulla costa dalmata.

§3 Mi ero chiesto, in Francia, guardando la campagna che circondava il paesetto, a chi fosse venuto in mente di fare un anfiteatro lì, nel mezzo del niente. Un anfiteatro identico a quello della Croazia o a quello di Roma. E poi avevo capito che il motivo era la potenza.

§4 La potenza di Roma.

§5 Sono stato a Bologna ieri e camminando sono arrivato nella piazza grande, e lì vicino c’è il nuovo centro Apple. È un intero palazzo con i vetri che ti fanno vedere dentro gli impiegati, gli iPhone, gli iPad, i Macintosh. Tre piani con queste grosse finestre trasparenti che si vede tutto quello che succede dentro.

§6 Cecilia ha detto “hanno venduto un pezzo di Bologna alla Apple”. E in effetti nel momento in cui cammini per Bologna e vedi quel palazzo, smetti di pensare a Bologna e inizi a pensare alla Apple.

§7 La potenza della Apple.

§8 Qualche mese fa la apple ha lanciato un nuovo formato per gli ebook. Un suo formato proprietario: non quello pubblico e open, ma un formato che è possibile gestire solo con una applicazione Apple che funziona solo computer Apple, che fa ebook che possono essere letti solo su device Apple e che -per licenza- è possibile vendere solo attraverso lo store on-line della Apple.

§9 Questo, avevo pensato quando avevo letto queste specifiche, è il terrore. Apple è un gigante enorme, sovranazionale, con i piedi di argilla. È una potenza che basa la sua forza sul consumo, ed è terrorizzata che questo consumo, che adesso guardando il suo colosseo a Bologna mi pare infinito, è terrorizzata che questo consumo infinito possa finire.

§10 Questa potenza che compra un pezzo di Bologna per mostrarmi i suoi impiegati da dietro ai vetri, il suo design minimalista, è terrorizzata perché sa che il suo potere è basato sul consumo continuo e sa che il consumo non è per sempre. Dietro ai vetri lucidi bolognesi, al progressismo borghese di Jobs, ci sono le manovalanze cinesi della Foxconn, i formati proprietari, l’obsolescenza anticipata e la paura.

§11 La paura che – un giorno – l’Apple center di Bologna torni ad essere un palazzo nel mezzo di una città.

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