Sono stato ieri a Milano, ad una curiosa e interessante tavola rotonda/incontro con gli editor narrativa di Mondadori, organizzata da Mafe e Gallizio. C’era parecchia gente, blogger, lettori, docenti universitari, attori, editori digitali e non. Si è parlato di molte cose, ma principalmente di editoria, mondo web e digitale.
I temi erano tantissimi, il tempo poco, non tutti sono riusciti a dire la loro, ma si sono ascoltate molte cose interessanti. Non mi è possibile ripetere tutto quello che si è detto, ma su un punto mi piace soffermarmi.
Ci sono stati diversi momenti, durante la discussione, in cui mi sono reso conto che il concetto di “libro digitale” si sta trascinando dietro un pesante e ingombrante convitato di pietra, e questo convitato è il libro di carta.
Chi pensa che l’ebook ucciderà il libro di carta, si tranquillizzi: il libro di carta è un concetto talmente introitato che il mercato produrrà ancora a lungo libri di carta. Solo, li farà in digitale.
Anche tra gli attori prettamente digitali presenti alla serata, il concetto che emergeva chiaro è che “non è necessario uscire dal paradigma del libro“. È stato interessante vedere come l’ecosistema descritto con chiarezza (e fascino) dagli editor Mondadori, basato su testi creati per diventare libro, fosse sostanzialmente identico a quello degli editori digitali, che ammettevano di fare libri digitali perché non potevano farli di carta; o ancora nei blogger che chiedevano agli ebook di non allontanarsi dalla lineare narrazione romanzo/libro.
Mentre parlavo di ebook come servizio o come accesso ad ambienti di scrittura connessi tra lettore e scrittore, mi sentivo un po’ come quello che razzola nel deserto (di predicare ho finito). Esperienze come theincipit, le polistorie o come la letteratura elettronica restano indigeribili per nativi digitali che separano ancora il messaggio dal mezzo.
“Possiamo usare il digitale -sembrano dire- ma nello stesso modo dell’analogico”.
Sarà davvero questo il futuro (anteriore) dell’ebook?

L’incontro si ripeterà a Roma stasera, ed è possibile seguire i tweet con l’hastag #narrativa12
Un grosso ringraziamento personale a Gallizio, Mafe, gli editor Mondadori (molto interessanti i loro interventi) e tutti i partecipanti all’evento (ciao Alessandro!).

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