Il primo videogioco che ho scritto era di cartone. Funzionava così, andavo nella tipografia che stava nei fondi del mio caseggiato e gli chiedevo un po’ di scarti. Avevo dodici anni e la tipografia sotto casa mia, il Torchio, teneva vicino all’ingresso un mucchio di listelli bianchi di carta, gli scarti del taglio dei vari libri. Erano migliaia di listelli di carta bianca con i marchini di registro oppure a volte tutti bianchi, erano affilati e taglienti. Io ne prendevo un cospicuo numero. Poi andavo in casa e prendevo una scatola per le scarpe, controllavo che non ci fosse in giro mia madre, toglievo le scarpe, e uscivo di casa lasciando in casa solo il coperchio. Il coperchio non mi serviva.
Con le forbici facevo tre fessure nella scatola, una a destra e una a sinistra, della stessa dimensione, un po’ più larga dei listelli di carta della tipografia; e una sotto, della larghezza del mio righello scolastico trasparente.
Disegnavo paesaggi e mostri, alieni e navi spaziali, labirinti orizzontali, tutto sui listelli di carta, decine e decine, poi li univo con lo scotch e arrotolavo tutto questo lunghissimo pianeta spaziale.
Alla fine disegnavo la navetta spaziale, piccola, la ritagliavo e la attaccavo con lo scotch sulla punta del mio righello.
A questo punto era tutto pronto. Infilavo l’inizio della striscia nelle due fessure, in modo che il mondo alieno fosse ben visibile guardando dentro la scatola, e poi il righello nel foro in basso, così che la navicella si trovasse all’interno dell’atmosfera del pianeta.
Chiamavo gli amici e, a turno, loro muovevano la navicella spaziale in alto e in basso, schivando gli ufo nemici che gli arrivavano incontro man mano che io – a lato – facevo scorrere il paesaggio, arrotolandolo sulla sinistra.
Se andavano a sbattere o finivano contro i laser, io fermavo il rullo e facevo il suono dell’esplosione con la bocca, dopo tre morti il gioco era finito e toccava a un altro giocare.
Il mondo alieno scrollava all’interno della scatola e questo è stato il primo videogioco che ho scritto, e me lo ero quasi dimenticato quando oggi ho visto questo.

Annunci