Ritorno ancora sul discorso libri digitali ed enhanced ebook: ho provato un enhanced ebook di cui avevo letto in rete, Grimm’s Red Riding Hood. Si tratta di una trasposizione per bambini della storia di Cappuccetto Rosso, che riprende i libri animati di cartone, quelli che quando li apri si alzano pareti e personaggi di cartone. Devo dire di non essere rimasto particolamente impressionato: piuttosto che un enhanced ebook, Grimm’s Red Riding Hood mi ha dato l’idea di un normale videogioco. La storia è quella di cappuccetto rosso, e parte con la rappresentazione grafica di un libro. Si legge una pagina (o si ascolta una voce che legge), e appena si gira pagina sbucano fuori degli elementi pop-up, un po’ come accade negli intermezzi dei dvd disney. Ogni pagina con questi elementi è di fatto un semplice videogioco, in cui cappuccetto deve mettere in ordine la cameretta, o in cui il lupo deve correre velocemente per mangiarsi la nonna. Il tutto è programmato molto bene, la grafica è accattivante, ma il progetto mi ha convinto molto poco. Non c’è infatti una reale manipolazione della storia, e gli elementi videoludici del programma sono di fatto sganciati dalla parte scritta. Man mano che si va avanti nella storia il tutto appare come un videogioco intermezzato da qualche schermata interlocutoria di testo, con il side-effect, deleterio per un libro, di banalizzare il narrato, ridotto ad un canovaccio per le parti interattive. Difficilmente questo cappuccetto rosso potrà emozionare qualche bambino con la sua favola.

Di ben altra stoffa un videogioco che mi ha commosso, ok: ho pianto. Today I die è un esempio pratico, piccolo, esemplare, di come si possa fare *davvero* un enhanced ebook, usando la strumentazione tipica del videogioco e della narrazione scritta, per una interazione che gioca tutto sulle emozioni e sull’originalità del plot. Il gioco/storia è tradotto anche in italiano e narra di una ragazza che si lascia precipitare nella tristezza della morte. Tutto è costruito a simboli e parole, e solo attraverso la manipolazione di questi simboli e parole si può uscire da questo crollo. Molto breve, molto semplice, positivo, e con una storia che viene in parte decisa dal giocatore/manipolatore. I finali infatti sono multipli, a seconda delle scelte del lettore.
Se c’è una strada percorribile per fare narrazioni interattive, parte da cose come queste e ha bisogno prima di tutto di creatività ed emozioni.

Due parole infine su due progetti a cui ho lavorato parecchio in quest’ultimo periodo. È partito il Jukebooks. Dopo quasi un anno di lavoro si accende questo meccanismo inventato da Quintadicopertina con cui si possono creare ebook su misura, scegliendo i racconti che si preferiscono da una rosa di narratori più o meno underground. Gli autori sono bravi, i curatori (Alessandro Milanese e Alessandro Romano) anche e Quinta dimostra ancora che è possibile – in Italia – non scimmiottare quello che viene fatto oltralpe ma seguire e realizzare idee originali e disegnare cose che non ci sono. E siamo solo all’inizio. Gli autori di questa prima tornata sono Angelo Calvisi, Daniele De Serto, Federico Di Vita, Francesca Esposito, Peppe Fiore, Andrea Fiorito, Simone Marcuzzi, Antonio Marzotto, Marco Montanaro, Claudio Morandini, Silvana Mosca, Tommaso Rooms, Simone Rossi, Francesco Satanassi, Simone Torino, Michele Turazzi, a cui voglio aggiungere il coder d’eccezione che ha seguito il progetto per mesi e mesi affinandolo e debuggando fino ad oggi: Matteo Galiazzo. Ogni racconto costa cinquanta centesimi, e – potrà sembrare una banalità ma non sempre lo è – con questi cinquanta centesimi paghiamo gli scrittori, i curatori e il nostro lavoro di editori. Perché scrivere, bene, secondo noi è qualcosa che va retribuito.
Ma del Jukebooks parlerò ancora molto nei prossimi mesi.

Oggi esce anche il numero tredici di alfabeta2 ebook. Molti i contenuti di questo enorme numero (il cartaceo supera le 60 pagine di tabloid), con articoli importanti, in molti sensi. Torna l’analisi di TQ, si parla di social network come luoghi di costruzione di contenuti, si parla di editoria e potere.
L’anno uno tocca anche le proprie scelte digitali, e penso che questo magazine ne abbia fatte di chiare, scegliendo formati aperti e focalizzandosi sui contenuti. Nel grande buzz delle riviste al digitale, alfabeta2 c’è dal primo numero per qualunque eReader e su qualunque piattaforma. E siamo già nel secondo anno.

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