Ho passato una settimana in spiaggia, al sole, sugli scogli, tra i rovi e all’ombra di una casa con il mio parolatore, leggendo libri elettronici: ho letto Amerika di Kafka, ho letto tutta la collana di Sugaman, ho letto Alfabeta2, ho studiato Javascript. Me la sono goduta questa macchinina per leggere, con cui mi porto dietro le parole. L’ho rinominato “parolatore”, per la sua capacità di tenermi accanto le parole che non cambiano troppo in fretta.
Adesso mi sono preso un nuovo libro elettronico, Bella gente d’appennino, di Lindo Ferretti Giovanni. Sono a un terzo circa e ci ho trovato quello che mi aspettavo. Leggere Ferretti che proclama il suo amore per Ratzinger, o che parla del popolo appenninico come
poolazione ‘celta’, mi fa pensare e nello stesso tempo trovo pagine folgoranti e schiette. Sul dolore, sui rapporti con chi ci ha messo al mondo nel momento in cui non può piu’ essere solo, ma ha bisogno di quella struttura –la famiglia– che oggi non esiste piu’. Sulle responsabilita’ di fare scelte semplici e radicali come andare in libreria e comprare un libro di Ratzinger per vedere e capire quello che pensa davvero, senza la visione premasticata dai media. Tra ragione e scienza, scegliere la religione. Insomma, se era punk negli anni ottanta, lo e’ ancora adesso, in senso inverso (e infatti biasima se stesso e le ideologie che aveva da ‘giovanotto’). Vado avanti e penso; ancora a parole.

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