È uscita una bella recensione del mio “Chi ha ucciso David Crane?” sul blog di Giovanni Venturi, bella non solo perché parla bene del mio ebook (cosa che non fa mai male), ma soprattutto perché racconta in maniera molto pratica l’esperienza di lettura di una narrazione ipertestuale. Quoto un passaggio della recensione che è molto interessante:

Potreste non voler aprire mai la scatola sul pavimento perché magari pensate che c’è un serpente che ucciderà il protagonista (in una Polistoria può succedere), eppure se qualcuno lo fa deve pur sempre vedere cosa succede e l’autore del romanzo deve scrivere quella parte e magari tutto il seguito a cui porta quella scelta. Sì, vedere, perché io non leggevo, in pratica vivevo gli avvenimenti vedendoli.

Ecco, Venturi ha messo in evidenza uno degli aspetti più affascinanti della narrativa interattiva, ovvero la possibilità di entrare in un ambiente narrativo, e non solo in una storia. Una narrazione ipertestuale è il racconto di ramificazioni di storie e può raccontare quello che in un romanzo tradizionale non verrebbe raccontato. Passeggiare per quel ramo del lago di Como, camminare di notte nell’appartamento di Don Abbondio, guardare le copertine dei suoi libri, osservare le pareti della stanza del castello dove sta dormendo l’agrimensore K., fermare Antigone e parlare con lei per ore: le narrazioni diventano dei luoghi in cui muoversi e dove, come dice Venturi, si smette di leggere che il personaggio guarda e fa, e ci si trova a guardare e fare.

È un passaggio importante se si vuole parlare oggi, non solo di narrativa interattiva, ma anche se si vuole andare oltre una certa idea di “ebook arricchiti”. Una cosa è “arricchire” un contenuto, magari pensato per la carta, aggiungendo qualche video tra un paragrafo e l’altro; una cosa diversa invece è pensare una narrazione che sia naturalmente omogenea al mezzo su cui verrà letta. A me intriga molto di più la seconda modalità.

Queste riflessioni mi frullavano in mente quando ieri ho scaricato un ebook arricchito da Google, via Kindle Store. Si intitola Winning the Zero Moment of Truth, ed è un Vook, un enhanced ebook.
L’ho aperto con il mio Kindle e mi sono trovato di fronte ad un ebook statico, pensato per essere letto come un tradizionale libro di carta, solo che in una decina di punti c’era un messaggio che diceva che se avessi letto quel libro con un iPad, beh, in quel punto ci sarebbe stato un video. La notizia di questo Vook ovviamente rimbalzerà di blog in blog, portando avanti il buzz attorno agli ebook arricchiti.

Ecco, penso che la via ad una letteratura “arricchita” passi davvero per strade un po’ più ricche e tortuose. Perché la complessità, almeno in letteratura, è una bella cosa.

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