Qualche giorno fa ero con alcuni poeti genovesi, uno di loro mi ha chiesto delle spiegazioni su Cuore à la coque, io mi sono messo a parlarne e dopo un po’ mi sono reso conto che stavo monopolizzando la conversazione e ho sorriso e mi sono scusato. Donald Datti che era lì seduto con noi ha detto, figurati Venerandi, quando parli di Cuore à la coque sei bello perché ti si illuminano gli occhi.

È vero. Cuore à la coque è un testo che quando ne parlo mi si illuminano gli occhi perché è importante, sono più fiero per aver pubblicato Cuore à la coque che per aver scritto io dei libri.
E quando ne parlo mi esalto, perché è stato esaltante da leggere e da impaginare, da seguire. Mi esalto perché è una cosa che prima non c’era e che non ci sarà dopo. È una cosa talmente bella che potrebbe piacere a mia zia.

Ieri ero da mia zia, avete presente mia zia. Mia zia è quella di cui parla Bichsel, quella che ogni nipote scrittore dovrebbe aver avuto in gioventù, quella che legge tutto quello che scrivi e ti ascolta mentre fai dei grandi discorsi fumosi sulla letteratura e dalla cui biblioteca puoi attingere per fregare i libri. E mia zia mi diceva che c’era in zona una nuova libreria in cui si possono trovare i libri delle grandi case editrici senza andare in centro, che era comoda e io le ho detto, sì ok zia, ma in quella libreria ci son stato, ci sono i soliti dieci titoli in esposizione delle solite cinque case editrici. E lei sospirava e diceva sì, hai ragione, e io le dicevo che quelli lì, i libri in esposizione per il grande pubblico, sono i libri confortanti.
I libri senza sorpresa, di cui sai bene come spendi i soldi perché sai già cosa andrai a leggere.

Cuore à la coque non è un prodotto confortante.

Non che non dia conforto, ne dà eccome, ma è un ebook che non ha un inizio. Non c’è una prima pagina. Tu apri il libro e c’è un menu. Un libro senza una prima pagina è un libro già poco confortante. Cosa c’è nel menu.
Faccio una premessa per spiegare il libro, la faccio sempre quanto spiego in pubblico il libro: Mauro Mazzetti, l’autore di Cuore à la coque è un genio. Non uno bravo, non uno talentuoso, non un giovane scrittore di belle speranze. Mauro Mazzetti è un genio, è una categoria diversa, non si parla di bei libri, si parla di avvenimenti. Mauro Mazzetti è un genio, viaggia su mondi suoi, segue suoi ragionamenti, scrive cose che sa lui. Tu puoi entrarci o no, è una tua scelta.

Nel menu c’è una faq. È un libro con dentro la faq del libro stesso.
Poi c’è un capitolo, è l’unico capitolo del libro, dura venti pagine. A queste venti pagine sono appese circa ottocento pagine di note, paratesto, immagini, divagazioni, materiali di altri scrittori eccetera. Il capitolo si intitola Capitolo. A fianco del capitolo c’è l’Anticapitolo.
L’anticapitolo racconta le stesse cose del Capitolo, ma al contrario. O qualcosa del genere. Quando finisci di leggere il capitolo un link ti collega all’anticapitolo e quando finisci l’anticapitolo un link ti collega al capitolo e così via. Mazzetti mi disse, è un anello infinito: sono come due laghi, che però sono comunicanti attraverso un canale sotterraneo, e questo canale sotterraneo è un terzo capitolo che si intitola “Ma non era colpa sua”.
Leggendo il terzo capitolo sembra che si raccontino le stesse cose dei primi due capitoli.

Ma nel menu c’è anche la sinossi dell’intero romanzo, c’è tutto il libro riassunto in una sola pagina in versi, ci sono le schede di tutti i personaggi che si incontrano nel libro, ci sono le foto degli ambienti in cui si svolge il romanzo. È come leggere una storia scritta in wikipedia.

Ed ognuna di queste parti è un inizio del romanzo. Si può iniziare da qualsiasi di queste parti, e appena si inizia a leggere si incontrano i personaggi e i personaggi sono cliccabili. Se clicchi accedi al romanzo che il personaggio si porta dietro. Così scopri che Cuore à la coque in realtà è molti romanzi che si incastrano fra di loro per fare un’unica storia. Ma anche i romanzi dei singoli personaggi si aprono, sono divisi in scene in cui si naviga, poi ci sono le note, e una ventina di scrittori, cantanti, giornalisti, poeti che scrivono cose sulle cose che succedono nel romanzo. Cuore à la coque è un romanzo autorale ma nello stesso tempo ha una composizione collettiva.

In mezzo, lo dico, ci sono anche le secret room: pezzi di romanzo nascosti e addirittura c’è un intero romanzo breve dietro a un link seminascosto.

L’avrò scritto male, ma questo romanzo, questa scrittura digitale e nello stesso tempo letteraria nel senso più spregiudicato del termine, è una di quello cose che mi fa davvero luccicare gli occhi quando ne parlo e quando ne scrivo. È una di quelle cose che o ti innamori o è meglio che vai in una grossa libreria a cercare un libro confortante. {1}
E penso che Cuore à la coque possa essere una risposta concreta alle riflessioni sulla composizione e sulla lettura di un testo nativamente digitale.

PS: mi accorgo che non ho scritto di cosa parla Cuore à la coque: è la storia di un bacio non dato.

{1} Io mi sono innamorato.

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