Esce oggi alfabeta2 numero otto in formato ebook. Se avete un ebook reader o un tablet compratelo, è uno dei più bei numeri che abbia letto. Se non avete un ebook reader e non volete leggerlo sul computer andate in edicola e comprate la versione cartacea. Il focus sulla mafia, quello sul comunismo (si può ancora dire?), i pezzi sul linguaggio e l’identità on-line e sulla decrescita disegnano un mondo diverso, perché terribilmente normale.

Ma oggi volevo dire le tre cose cose inutili sugli enhanced ebook.

Leggo che gli enhanced ebook sono morti, anzi no.

Cosa significa “enhanced ebook”? Il termine è stato anche inserito come ‘flag’ nell’inserimento dei titoli nel database italiano dell’ISBN.
La spiegazione che leggo in giro è che un enhanced ebook sia del testo con elementi multimediali o interattivi. So di stare per infilarmi in un ginepraio, ma la mia percezione è che sul termine si stia giocando, e che non ci sia niente di particolarmente nuovo nell’enhanced ebook. La mia impressione è che un cd-rom anni novanta infilato in un iPad sarebbe oggi pubblicizzato come enhanced ebook, ovvero, fuori di metafora, che l’enhanced ebook altro non sia che un applicazione con cui si acceda a materiali digitali.

La seconda impressione che ho è che molti siano abbastanza critici nei confronti degli enhanced ebook già realizzati, considerandoli di fatto dei testi con appiccicato del codice di gioco. Si parla infatti, in linea teorica e specie per i romanzi, di enhanced ebooks che vadano oltre questo ibrido da cd-rom, e che arrivino ad una narrazione che si svincoli dalla parola narrata per diventare una vera narrazione multimediale integrata.

Ed arrivo alla mia terza impressione: nel momento in cui questo avvenisse e si arrivasse a fare questi avveniristici enhanced ebook, si sfonderebbe la classica parete di cartone e ci si ritroverebbe a fare dei “normali” videogiochi.

Al di là degli effetti speciali con cui arricchire un testo nato per la carta, la domanda che invece poco vedo posta è quale sia l’elemento centrale di un enhanced ebook. La parola scritta? La narrazione? Se andiamo ad arricchire qualcosa, cosa viene arricchito e da che cosa?
Perché se la cosa che viene arricchita è la parola scritta, allora è questa che deve determinare da cosa venire arricchita e in che misura e maniera, a seconda delle sue esigenze. Anche perché, come ricordavano altri, non è così facile arricchire qualcosa che proprio nella sua economicità ed essenzialità trae il più grosso potere evocativo.

Ultima cosa: gli enhanced ebook, se sviluppati come applicazioni, hanno una data di scadenza scritta sopra. Applicazioni significa avere prodotti culturali che non sono portabili, sono legati all’hardware per cui nascono. Significa dover ricomprare cose già comprate, un po’ come avviene oggi con i pacchetti software. Applicazioni significa bypassare lo standard e quindi, di rimando, il rischio di avere uno standard debole o un moltiplicarsi di reinvenzione della ruota. Applicazioni significa mancanza di interazioni tra documenti sviluppati da editori o da piattaforme differenti e –infine– applicazioni significa per un editore un investimento maggiore per la progettazione rispetto alla “semplice” creazione di contenuti che seguano specifiche aperte.

Intendiamoci: non c’è niente di male nello sviluppare applicazioni che nascano per narrare storie in multimedialità, è possibile che anche con quinta si stia lavorando in questa direzione. Ma è anche bene, per chi legge soprattutto, avere gli strumenti per capire quando vi sia in un prodotto editoriale una reale (e utile) innovazione di contenuto e forma, e quando invece i media digitali stiano attaccando etichette formali solo per alimentare il nostro indomabile desiderio di acquisto.
Che è quello che ci rende felici, no?

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