Si parla troppo di ebook? Recentemente ho letto in rete alcuni post che dicevano, in sostanza, che lo spazio dedicato agli ebook sarebbe sproporzionato rispetto al reale venduto degli ebook in Italia. Se ne vendono pochi, se ne leggono ancora meno, se ne parla quasi quotidianamente.
Secondo alcuni articolisti la causa di questo buzz attorno agli ebook, sarebbe dovuta alle forti pressioni economiche di amazon ed apple, pronte a spingere sull’acceleratore per pompare le proprie device “divoratrici” di contenuti a pagamento.

Il mio punto di vista è abbastanza differente.
Lo spazio dedicato agli ebook è sproporzionato rispetto al venduto effettivo? Io penso di sì: se consideriamo il venduto oggi in Italia (che –dicunt– viaggi attorno allo 0,5% del venduto totale) allora certo, di ebook se ne dovrebbe parlare molto meno. Ma se si parla così tanto di ebook oggi, non è perché amazon ha un buon piano di comunicazione, ma perché tutti gli attori della filiera editoriale, dallo scrittore al lettore, si rendono conto che gli ebook sono un punto di non ritorno.
Gli ebook stanno innestando una rivoluzione strutturale per quel che riguarda la creazione di scritture digitali. E non si tratta solo di interessi di grandi marchi pronti a vendere device, ma di un cambio di prospettiva che interessa per primi i medi e piccoli editori, gli scrittori, i lettori. Segnalo a questo proposito una interessante discussione su Nazione Indiana, innescata da un articolo di Enrico Piscitelli. Qua non è amazon che parla, sono scrittori e piccoli editori che si rendono conto di come la distribuzione digitale possa creare un piano alternativo di comunicazione tra scrittore, editore e lettore.

C’è ancora molta strada da fare, ma ci sono anche forti peculiarità rispetto ad altri media diventati digitali: a differenza della musica e della cinematografia, esiste da almeno un quarantennio, una scrittura che è nata digitale, pensata per essere letta e fruita su “cose” che non sono libri. Oltre alla digitalizzazione di testi pensati per la carta, il fenomeno ebook è pronto ad assorbire scritture native digitali. E in parte lo sta già facendo.

Quindi?
Il rumore di fondo che si sente sugli ebook non è di grossi tromboni che soffiano, ma di un motore che si è avviato e che -volenti o nolenti- può soltanto crescere di velocità e di potenza. Sta a noi, produttori e consumatori di scrittura, stare attenti che vada nella direzione giusta che potrebbe non essere –ad esempio– quella desiderata da apple o amazon.

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