Leggevo questo articolo sull’Enciclopedia della Fantascienza della Del Drago, a.d. 1980, che ipotizzava come sarebbe stata la vita dopo il 2010. La vita del futuro. L’articolista, un indiano di cui non ricordo il nome, diceva che nel futuro l’uomo avrebbe passato le sue giornate a caccia. Nelle foreste. La tesi era che nel futuro le macchine avrebbero svolto il lavoro meccanico umano e che l’uomo, avendo del tempo libero, sarebbe fuggito dalle città nervose e malsane e avrebbe passato le sue giornate nelle foreste a cacciare animali. L’articolo era corredato da bellissimi disegni anni settanta che con un po’ meno pigrizia potrei scansire.
Leggevo e ridacchiavo e dicevo, eh caro indiano come l’hai azzeccata poco, e poi clicco e leggo un articolo intervista a Simone Perotti sul downshifting e inizio a ridere meno.

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