Nel dicembre 2008 ho preso il mio primo ebook reader, che è poi quello che utilizzo quotidianamente. Nel frattempo sono cambiate tante cose, e avere un eReader ha cambiato anche il mio approccio alla lettura e all’informazione. Alcune note sparse di cosa significa usare oggi un eReader.

1) Leggo di più
La prima cosa è che leggo di più. Ma non ebook, leggo di più in generale. L’avere un device nato per leggere off-line, non solo mi ha permesso di infilarci dentro tutta una serie di non-libri presi da internet (documentazioni tecniche, sorgenti in latino, saggistica letteraria fuori catalogo) e di diventare un regolare lettore di quotidiani e periodici in formato ebook; ma anche di ravvivare la mia lettura tradizionale. Un device che nasce per farti leggere tiene vivo il tuo amore e la tua passione per ogni tipo di lettura, che sia un ebook o un testo settecentesco preso ad un mercatino dell’usato.

2) Uso meno il computer (per leggere e scrivere)
Un tempo non uscivo di casa senza avere con me il mio fidato powerbook. Perché non si sa mai, magari poteva scapparmi l’occasione per scrivere qualcosa o connettermi, o leggere qualche cosa scaricata da internet. Adesso mi sento nudo se non ho con me il mio eReader: ho sostituto la fame cieca del “fare qualcosa con il computer” con una fame più tranquilla. Se sono in giro ho una piccola biblioteca informativa che mi segue.

3) Non posso fare a meno dell’e-ink
C’è una grande disputa se sia meglio il kindle o l’iPad o se ci sia da attendere una nuova tecnologia che supererà le attuali, con il colore, l’accesso a internet, i video e uno schermo senza luce. Quello che posso dire, parafrasando Churcill, è che l’e-ink -oggi- è la peggiore tecnologia possibile per leggere, se si escludono tutte le altre. Leggere testi digitali su e-ink è una benedizione.

4) Ho una device che fa poco o niente (deo gratias)
Legata al punto precedente è la capacità di avere un device che fa poco o niente: mi fa leggere testi digitali, in maniera digitale. Niente pop up, niente francobolli che saltellano, niente feed che mi avvertono in tempo reale di risposte da fare sul tal forum e nessuna ansia da prestazione per thread persi su friendfeed. Un eReader oggi è uno strumento per leggere e non un fascio di nervi pronto a farmi sentire in colpa perché il mondo sta andando avanti mentre io leggo. Stop. Fatemi leggere, così poi posso anche capire meglio *dove* sta andando il mondo.

5) Ho materiali
Il mercato è incredibilmente cambiato in soli due anni. Due anni fa mi impaginavo da solo i libri fuori dai diritti di autore. Oggi leggo quotidiani, periodici, romanzi e manualistica di grandi e piccole case editrici. Ieri sera mi sono ficcato sotto le coperte con il mio eReader, ho letto due articoli di alfabeta2, poi sono andato a cercarmi alcuni comandi di XQuery in una guida informatica e alla fine ho letto un capitolo dell’ultimo romanzo di Eco. Un eReader diventa un ‘luogo di lettura’ sofisticato ma non totalizzante, che crea nessi con il mondo reale e che non ha il side-effect compulsivo e un po’ rimbecillente del computing portato avanti per forza d’inerzia.

6) Considero il pericolo
Adoro il mio eReader, ma è fallito. In meno di due anni la casa che lo produceva è andata a gambe all’aria. Questo significa che non legge il formato ePub, che difetti hardware non sono riparabili e che nel momento che si guasterà potrò solo buttarlo via. La supposta “durabilità” del libro liquido si scontra con hardware e mercati fallibili, con formati ed ebook concepiti e realizzati in maniera mediocre e strumenti di lettura e manipolazione dei contenuti ancora primitivi e grossolani. Sono dentro alla lettura digitale ma cammino sulle pietre per non finire in acqua. E le pietre sono: formati aperti, nessun drm, possibilità di conversione.

7) Voglio di più
Usando un eReader da due anni mi aspetto di più dal futuro. Non mi interessa avere un iReader, ovvero un multigadget con cui fare tutto. Ci sono già, c’è iPad, Android e sono una cosa diversa, che personalmente non mi interessa. Voglio device in cui si legga *ancora meglio*, con maggiore contrasto; voglio device che abbiano più strumenti per leggere, che permettano di interrogare, aggiornare, condividere e relazionare le cose che sto leggendo. E voglio standard informatici dignitosi per leggere e per fare letteratura nativa digitale. Li voglio perché sono una naturale evoluzione del percorso di scrittura digitale iniziato decenni fa e che non ha niente a che fare con un iReader che mi faccia vedere filmati flash on-line.

Concludendo. Due anni fa ho preso quello che poteva essere un curioso gadget tecnologico per fichetti. Si è dimostrato essere ben poco fichetto; è invece uno strumento culturale e informativo determinante. Un eReader, oggi ancora di più, è un paradigma di un modo nuovo di intendere la lettura digitale, di sganciarla dalla lettura frammentata e impulsiva del web, per dargli una dignità letteraria ad ampio respiro. E ancora: di accedere a testi che in una editoria tradizionale si perderebbero nella distribuzione e non vedremmo mai.

Quelli che ne hanno uno e lo usano lo sanno. Il mercato forse meno.

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