Sono stato a Roma, sono sceso in auto ascoltando gli Spezzarotto che, come al solito, mi hanno salvato la vita evitando che mi addormentassi andando a schiantarmi contro il panorama che di metro in metro mi si bucava addosso. Arrivato a Roma ho cercato di raggiungere Roma Termini in auto, la cosa ha riempito di ilarità tutti i romani a cui chiedevo indicazioni. Mi sconsigliavano decisamente di farlo. Mi chiedevano tutti “ma in auto?”, e io a bordo dell’auto con il finestrino abbassato confermavo che sì, ci dovevo proprio andare in auto. Dovevo prendere Cecilia che arrivava da Napoli. Loro scuotevano la testa e dopo un po’ dicevano che per andarci dovevo andare a San Pietro. “Eh, deve andare a San Pietro” e indicavano con un vago gesto un punto indefinito del panorama. Forse il cielo.

Alla fiera del libro mi sono anche divertito, di solito non succede. Ho visto cose interessanti e avrei speso soldi. Tanti. Per fortuna buona parte dei miei soldi evapora quando apro la busta paga: tipo Roma di Fellini quando scoprono gli affreschi romani sotto la città e l’aria li distrugge nello stesso momento della scoperta. La stessa cosa avviene con la mia busta paga o con i pagamenti in genere, appena guardo le cifre queste vengono dissolte in zeri. Si sente anche un rumore tipo frrrsscchh, e tutto torna a zero.

La prima cosa che mi sarei comprato è l’Onyx Boox 60. Dagli amici della simplicissimus, tra una chiaccherata con Marco e una discussione generazionale con Luigi, ho avuto modo di provare un po di eReader. L’Onyx Boox 60 rassomiglia molto al mio amato iLiad, con molti difetti corretti: lo stand by, la possibilità di aggiungere le note e di averle listate (ma non elenca le note scritte a mano, peccato), la connessione wireless per connettersi a wikipedia, il supporto ePub. Mi è sembrata una bella macchinetta, al momento ha la palma res come futura macchinetta nel caso iLiad si facesse male.
Non mi ha molto convinto invece la tecnologia sipix di Cybook Orizon. Bello il desing della macchina, ma il fondo dello schermo sipix è effettivamente leggermente più scuro dell’e-ink classico, e soprattutto l’antialising dei caratteri ha un appena percettibile effetto “squadrettato” che mi pare meno piacevole da vedere rispetto all’e-ink classico. Belle anche le altre macchinette piccoline, si vede che arrivano una generazione dopo il mio vecchio Cybook gen3.

Sono poi stato a vedere i due Sony allo stand Sony. Lo schermo era molto bello, molto nitido, i neri erano bei neri. Ma l’esperienza di utilizzo dello schermo touch è stata poco piacevole: prendere note è possibile ma sgradevole: lo schermo rileva qualsiasi cosa lo tocchi come fonte di scrittura, quindi basta poggiare la mano o toccare con un dito lo schermo per far partire righe dal pennino alla parte che ha toccato altrove lo schermo. Non ha poi il wi-fi, e la signorina lo teneva stretto a sé senza lasciarmelo mastrussare (un leit-motive del mio rapporto con il gentil sesso): insomma, non mi ha convinto.

Sopra c’erano i libri, un sacco di libri. Poca traccia di editoria digitale: il grande parlare dei media di ebook si adagia su un mercato che resta sostanzialmente cartaceo. Il buzz mediatico non ha scalfito se non in piccola parte gli editori che esponevano, anche quelli che già oggi hanno parte del loro catalogo ‘fotocopiato’ in digitale nei vari store on-line.

E quindi mi sono goduto la carta: non farò l’elenco dei libri che mi sarei voluto comperare, ma vi dico solo che finalmente mi sono comperato l’ultimo numero di “Progetto Grafico“, una rivista che mi ha fatto tremare le mani mentre la tenevo in mano. Non so se era l’emozione, il godimento o il rollio del treno. Una rivista che quando finisci anche solo di sfogliarla ti viene voglia di cambiare il mondo con le parole disposte nello spazio.

E infine Zona: ho preso il mio novevolt verde, me lo sono riletto tutto, ho visto Piero e Silvia, Federico, Michele e anche altri che chiamo per nome come se fossimo grandi amici, ma che in effetti mi sono simpatici. E con Federico e Michele abbiamo parlato di quintadicopertina e di alcune cose belle e nuove che sta per far scoppiare…

Poi sono tornato a Genova dove ho scoperto che le nuvole del mondo avevano deciso di rotolare in basso, sulle colline umidi e tristi della mia città. Il tempo fermo, tutto si bagna con una pioggia svogliata e insensibile. Stavo meglio a Roma.

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