In molti mi hanno chiesto quali sono gli strumenti con cui lavora lo studio grafico di quintadicopertina. Si tratta di strumenti tecnologicamente molto semplici, perché con strumenti semplici si ottengono risultati di una complessità impensabile, mentre non è sempre vero il contrario. Vediamoli nel dettaglio:

la tastiera smk88

la tastiera smk88

La smk88 è la tastiera di quintadicopertina. Dotata di più di cinquanta tasti a switch meccanico Cherry blu, riempie con il suo click-click anni ottanta l’officina creativa di quinta. Il suo bianco maculato da macchie di caffé et alia spicca anche di notte quando la creatività dei grafici non conosce soste.

pb12

il powerbook 12

La tastiera smk88 è fisicamente collegata con la grande potenza di calcolo di un powerbook12. Chiamato affettuosamente B.O.B. per evidenti risonanze cinematografiche, B.O.B. incarna l’essenza stessa dell’informatica: scalda, vibra, odora di silicio tostato. A volte, dopo essere stato usato per ore e ore, lo si scollega e lo si tiene in braccio: un po’ per affetto, un po’ per tenersi al caldo nelle dure notti invernali.

il monitor

il monitor ellegì

Il monitor ellegì con textwrangler in primo piano. In pratica potremmo stampare questa foto e incollarla sul monitor stesso, tanto non cambia mai.

la tazza pantone

la tazza pantone

Che sia caffè nero o te al peppermint, la tazza pantone aiuta i grafici a superare ogni difficoltà ed entrare a gamba tesa nel magico mondo dei tag improbabili. Nelle sessioni più dure la tazza può restare vuota per alcune settimane, affiancata da nuove tazze pantone, finché l’arcobaleno cromatico e la moria di insetti all’interno dei rimasugli tossinico-zuccherosi non costringono al lavaggio coatto di tutte le tazze.

bibì e bibò

bibì e bibò

I nostri eReader a inchiostro elettronico, fotografati in un momento di riposo. Chiamati amichevolmente bibì e bibò servono per testare la ridda di css e di arzigogolati pdf che i grafici danno loro in pasto. Talvolta utilizzati per poggiarvi sopra le tazze pantone, sono preda di furti inaspettati per letture drammatiche nelle varie sale dell’officina di quinta.

artemide

artemide

L’enorme lampada artemide che illumina con una luce glaciale la confusa scrivania che abbiamo visto nel dettaglio fino ad ora. Un tempo chiamata “novantagradi”, ha perso il nome per il progressivo logoramento dell’angolo reggente fatto di Vera Plastica Bianca (VPB da ora in poi nel testo). Artemide è anche famigerata per essere disprezzata dal settore comunicazione e redazione che -quando può- le dà una micellata per dare avvio ad un dondolio che fa meccanicamente cadere il braccio di centimetro in centimetro fino allo schianto sulla scrivania. Non si conoscono le ragioni di un odio così subdolo.

le casse commodore

le casse commodore

Sapientemente mimetizzate tra testi di latino e letteratura italiana, le casse di un vecchio commodore 64 permettono ai grafici di ascoltare la loro musica alternativa e di non addormentarsi nelle (l’abbiamo già detto?) lunghe lunghe ore di sessione lavorativa.

la zona grafica

la zona grafica

Il grosso tavolo di vetro Ikea dei periodici. Qua i grafici possono leggere cose da intellettuali e formarsi una vera coscienza critica.

i libri di carta

i libri di carta

E infine l’infinita babelica biblioteca cartacea di quinta: ogni mattina i grafici devono osservare il grande lavoro intellettuale svolto prima di loro e immergersi in un umiliante bagno di umiltà.

Con queste scarne immagini sono certo di aver fugato molte curiosità dei nostri lettori e di aver fatto felici i ragazzi del settore grafico.

La prossima volta toccherà al settore redazionale!

Annunci