Ho finito di leggere qualche minuto fa “La quarta rivoluzione” di Gino Roncaglia. Lettura interessante che mi ha accompagnato in quest’ultima settimana e che mi sento di consigliare a chiunque voglia sapere qualcosa su cosa sia oggi un ebook, in maniera concreta e abbastanza dettagliata.

Volevo scrivere una recensione su anobii, ma il libro di Roncaglia è schedato solo nella sua edizione cartacea, mentre io ho letto l’ebook uscito qualche settimana fa su IBS. Ho compilato la scheda per l’edizione ebook e adesso aspetto che anobii me la convalidi per poter scrivere che ne penso (btw, qualcuno può dire ad anobii che mettere come campo obbligatorio il numero di pagine, per un ebook in reflow, non ha molto senso?)

Il libro di Roncaglia viaggia con i piedi per terra, fin troppo. Non si abbandona a facili entusiasmi e cerca di vedere i vari aspetti del ‘fenomeno ebook’ inquadrandoli in maniera storica e sociale. L’autore prende posizione su alcuni temi, in maniera chiara spesso condivisibile, qualche volta no. Nel classificare in “generazioni” di lettori di ebook, ad esempio, mi lascia molto dubbioso l’attribuire ai lettori con inchiostro elettronico la “seconda generazione”, mentre l’iPad viene collocato nella “terza generazione”. Se è vero che la fruibilità del contenuto ha un suo valore, non riesco a considerarlo come punto talmente fondante da mettere in secondo piano la lettura su uno schermo che usa luce d’ambiente.

Un altro punto di disaccordo riguarda ovviamente l’uso dell’ipertestualità narrativa, quando Roncaglia, vado a memoria, dice che l’ipertestualità in narrativa rischia di creare personaggi senza spessore o di andare a invadere campi che hanno più a che vedere con il videogioco e che quindi sarebbero perdenti rispetto a media più ludici.

Quello che non mi convince è che Roncaglia sembra non dare molto peso ad alcuni fenomeni di ipertestualità narrativa e ludica degli anni ottanta e novanta, come quello delle avventure testuali e dei librogame, fenomeni che in una decina d’anni hanno raggiunto dei pesi di vendita di una certa importanza: solo la EL ha creato più di trenta collane, quasi duecento volumi e con ristampe –leggo su Wikipedia– da 50,000 copie a titolo (e, dopo la saturazione di titoli di ogni genere e il relativo crollo a metà degli anni novanta, da qualche anno sono riprese le ristampe con anche nuove edizioni). Insomma, il “videogioco narrativo” non è una curiosa sperimentazione, ma qualcosa di più solido che –a vedere il mio primogenito novenne– funziona anche con generazioni decisamente più smaliziate per quel che riguarda l’interattività.

E ovviamente penso anche alla collana delle Polistorie che curo per quintadicopertina e agli esempi di iperromanzi tradizionali che citavo qualche giorno fa: non si tratta di considerare la narrativa interattiva una nuova forma di raccontare che andrà a sostituire quella tradizionale, ma riflettere che oggi, dopo l’esperienza dei blog, dei newsgroup di scrittura, dei videogiochi e anche del gdr e dei mud, per uno scrittore è naturale pensare di costruire un ambiente narrativo in cui far ‘muovere’ un lettore, oltre che costruire una ‘fabula’ con con affabularlo. Soprattutto se si scrive in digitale e se si alzano quelle camere stagne che in passato, anche in Italia, hanno separato le avventure testuali, i librogame, gli iperromanzi e le avanguardie.

Mi piacerebbe che Roncaglia girasse per la Locusta Temporis di Colombini, e vedesse come un libro digitale può adattarsi alla funzione di ‘videogioco narrativo’, o che entrasse negli incubi di Verrà H.P. e avrà i tuoi occhi di Koch e vedesse come la costruzione di un personaggio si arricchisce mostrando tutto quello che non è stato, e non solo quello che potrebbe essere in una singola storia.

Detto questo, il libro di Roncaglia è notevole per la visione d’insieme che riesce a dare e per l’acqua che butta su facili entusiasmi un po’ disarticolati che si sentono in giro.

Lodevole, infine, la scelta di non mettere DRM all’epub, il formato in cui l’ebook è venduto. Questo ha permesso a me di comprare l’epub e di aprirlo, in modo da poter leggere con iLiad i capitoli direttamente nel formato xhtml contenuto dentro l’epub.

iLiad infatti non permette di leggere epub, ma se ho a che fare con un formato aperto come epub senza DRM, posso convertire o accedere direttamente ai contenuti dell’epub. Se Laterza avesse messo dei DRM al libro, semplicemente non lo avrei potuto comprare.

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