Ho scovato in rete una serie di saggi brevi molto interessanti su iperromanzo, li trovate sul sito di Parolata. Gli autori, Carlo Cinato e Piero Fabbri, cercano nella letteratura contemporanea (e non), esempi e anticipazioni dell’idea dell’iperromanzo calviniano, la stessa che sta alla base della collana delle polistorie che edito per quintadicopertina. Da Omero a Nabokov passando per Dumas e Calvino stesso, si tratta di una panoramica intrigante ed esaustiva, che tralascia solo il settore ‘di genere’ più prettamente ludico: non si parla mai di librogame, di avventure testuali o di gdr, rafforzando la mia idea che in Italia la fiction interattiva abbia avuto una serie di realtà molto intriganti, ma che hanno lavorato quasi gomito a gomito senza mai entrare in confidenza.

E di questo si interessa anche Marco Freccero nella sua analisi e ricerca sulle nuove forme di romanzo e di narrazione. Dalla Russia  fino a Genova, Freccero indaga su nuove proposte di scrittura narrativa e sul rapporto inedito del lettore, spesso chiamato dallo scrittore ad un ruolo differente e più dinamico di quello tradizionale.

Argomento affrontato ieri anche da Federico Platania nel suo blog. Parlando delle nostre Polistorie, l’amico Platania disegna anche alcuni possibili disegni di romanzi futuri costruiti “a fisarmonica” capaci di contrarsi o dilatarsi a seconda delle richieste del lettore. Un po’ come avviene nei MUD e nelle interactive fiction in cui si può decidere di giocare con descrizioni brevi o lunghe, così un romanzo si può personalizzare con dialoghi verbosi, essenziali, descrizioni sommarie o minuziose all’eccesso, flashback o storia diretta e così via, fino a creare diversi approcci alla stessa storia che finiranno fatalmente per creare diverse esperienze di lettura.

Scenari fantascientifici e apocalittici? Direi semplicemente contemporanei. Alcune cose immaginate da Platania sono già presenti nelle nostre polistorie. Per le altre aspettiamo che Federico si metta davanti al suo macbook a scrivere 😛

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