Sono stato al salone del libro di Torino per la prima volta nella veste di editore. Ad esclusione dell’affollatissimo stand della simplicissimus e poco altro, l’ebook era una sorta di convitato di pietra. Tutto intorno era di carta ma l’ebook era dappertutto. Si parlava del passaggio delle case editrici al digitale, della conversione di centinaia di titoli cartacei in ebook, e della nascita di piattaforme di distribuzione digitale che riprodurranno nella rete la stessa filosofia della distribuzione del libro di carta. E su questo ci sarà sicuramente qualcosa da dire. L’impressione è che comunque qualcosa si sia sbloccato anche in Italia, che arriveranno titoli per e-reader (e tablet come il famigerato iPad di apple) e che questo processo sia irreversibile e non più una timida sperimentazione di qualcuno. Quello di cui ho sentito parlare poco sono i contenuti. Passare al digitale ad ogni costo, ma per fare cosa? E come? Cosa offrire ai nuovi lettori digitali? Di questo mi pare che pochi parlino, si ipotizza genericamente un ‘nuovo tipo di libro’ che dovrà nascere mescolando testo con finestrelle e multimedialità. L’odore di questo nuovo libro, per ora solo ipotizzato, puzza tanto della multimedialità che abbiamo già visto su cd-rom anni fa. Pare che ogni volta che qualcuno ipotizzi “un nuovo modo di leggere il libro” ci voglia infilare dentro dei filmati, come se questo da solo risolvesse la questione. La mia percezione è che comunque oggi molti siano preoccupati di ‘fare il salto’ al digitale e solo dopo si interrogheranno più seriamente su quali siano le nuove caratteristiche della lettura digitale con ereader. Sintomatico di questo atteggiamento è lo sventolamento dell’iPad ad ogni conferenza, una sorta di coperta di linux che pare rassicurare tutti gli interlocutori del dibattito. Incidentalmente sabato è anche uscito un bell’articolo di Carola Frediani su Alias di Manifesto che finalmente parla di contenuti e mette in rilievo la nostra proposta di libri interattivi. Se avete modo leggetelo, sono intervistati anche Tombolini e l’amico Simone Bedetti di Area51.

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